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Vino. Il potere del Greco di Tufo

Tra profumi, ricordi e riflessioni: l’analisi del prodotto giusto per ogni occasione
di Redazione Ecampania.it – 20 Aprile 2015

“La felicità, come un vino pregiato, deve essere assaporata sorso a sorso”. 

Un profumo e tutto ritorna. E’ così che funziona la memoria olfattiva, basta un profumo e in un lampo ti ritrovi perso nei ricordi e quello che nel nostro immaginario non manca mai, in un frangente speciale di vita o in un’immagine che ci è rimasta impressa nella memoria. Questo, forse è davvero il vino. Con la nostra dolce metà, con la famiglia, con gli amici, con voi stessi, c’è un vino per ogni momento e sa renderlo sempre diverso e soprattutto sa suggellarlo nella memoria per sempre.

Vignetiodori e profumi il discorso cambia perché i recettori olfattivi sono gli unici costituiti da neuroni modificati e non da strumenti veri. Ne consegue che odori e profumi si fissano nella nostra memoria in maniera molto più stabile di qualcosa che abbiamo “solo” visto e li ritroviamo esattamente identici quando risentiamo un determinato odore. Ecco perché a volte certi profumi e certi vini ci fanno battere forte il cuore o ci procurano dolore, rabbia, gioia così all’improvviso. Se quindi i ricordi “di vini” sono destinati a fissarsi in maniera così indelebile e integra, cerchiamo di costruirli in maniera più accurata possibile.

Tempo di riflessioni sotto le stelle? Scegliamo un vino che non ha fretta, che è disposto ad essere centellinato dal bicchiere a piccoli dolci sorsi. Se vogliamo festeggiare un anniversario romantico scegliamo un vino straordinario, inusuale, che abbia il potere di irretire i sensi e di sorprendere accompagnando con profumi inebrianti e un ché di magico la serata. Se, invece, scegliamo di stare con gli amici allora perfetta sarà un’etichetta speciale magari un vino premiato, un’etichetta importante, che da quel momento sarà ancor più memorabile perché dona il piacere di condividere.

Buon vino e buoni amici il gusto della vita, binomio perfetto, in vista dell’ estate, per suggellare questo sodalizio amicizia vino, quale scelta migliore di un Greco di Tufo DOCG – Cutizzi 2012 – Feudi di san Gregorio (Avellino), premiato con Tre bicchieri della guida viniGambero Rosso 2014.
Azienda costituita nel 1986 dall’opera di due famiglie irpine, Feudi di San Gregorio mette le sue radici aSorbo Serpico, nella provincia di Avellino, dedicandosi subito al recupero di alcune autentiche produzioni di pregio e all’individuazione di uno standard qualitativo rispondente alle più severe esigenze del mercato. L’azienda si muove a passi lenti e ponderati, tutti dedicati a costruire la realtà viticola e vinicola. Grande attenzione viene dedicata alla selezione dei terreni e all’impianto dei vigneti. I nuovi impianti sono realizzati riproducendo i vitigni storici e ascoltando i consigli dei vecchi vignaioli locali, completati dall’apporto di autorevoli tecnici e ricercatori.

Tra questi il Greco di Tufo, vitigno tra i più antichi dell’Avellinese, importato dalla regione greca dellaTessaglia, dai Pelagi. La coltivazione fu diffusa all’inizio sulle pendici del Vesuvio e successivamente in altre zone della in provincia di Avellino, dove prese il nome di Greco di Tufo.
Il Cutizzi dei Feudi è la migliore espressione del Greco di Tufo: matura 4-5 mesi in acciaio con permanenza sui propri lieviti e con ripetuti batonnage per rimettere in sospensione le fecce fini. Colore giallo con riflessi dorati, profumo intenso e persistente di frutta, dalla prugna verde alla pera “Mast’Antuono” (tipica campana) fino a decise sensazioni balsamiche di mentuccia. Al gusto si percepisce immediatamente la spalla acida e la spiccata mineralità tipica del territorio. Ottimo con crudi di mare, mozzarella di bufala, spigola all’acqua pazza e pezzogna al forno ma soprattutto.. con gli amici e tra i ricordi.

a cura di Maddalena Maran

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