Laceno-placeholder-image-white

Laceno, cambio di passo per rilanciare l’offerta turistica

 Il Quotidiano del Sud

Verso la nascita di un nuovo Consorzio di operatori. Salvatore Nigro: la nostra ricetta per uscire dal pantano.

laceno, cambio di passo per rilanciare l'offerta turisticaUna nuova aggregazione di operatori del Laceno per rilanciare  l’offerta turistica e guardare con più ottimismo al futuro. E’ l’idea che, già da un pò di tempo, gira nei dintorni dello splendido Lago bagnolese.

La conferma arriva proprio da alcuni operatori del settore: «Sì, sta per nascere una nuova realtà – afferma Salvatore Nigro – per un cambio di mentalità del settore». E’ questo il momento giusto per salire, forse, su alcuni dei treni strategici per il futuro dell’Alta Irpinia: il Progetto Pilota e, naturalmente, la nuova finestra di fondi Ue 2014-2020.

Quella su cui si spera di puntare per il finanziamento relativo agli impianti di risalita, perso per la mancata disponibilità da parte del comune dei terreni. Il sindaco Filippo Nigro ha più volte parlato dell’esistenza di studi di fattibilità ad hoc.Non solo per le seggiovie, ma per tutto il complesso turistico del Laceno. Col mantra: destagionalizzare  l’offerta. Come accennato nella strategia del Progetto Pilota.

In che solco si inserisce la nuova iniziativa, che gode dell’assenso della società Giannoni e del gestore degli impianti Pietro Pagnini, più volte in polemica con il primo cittadino.

primo punto: potrebbe chiudersi l’esperienza del Consorzio Laceno: «La maggior parte delle attività imprenditoriali sono con noi» afferma Nigro, tra gli ideatori dello stesso Consorzio, quando nel 1995 ha ricoperto la carica di assessore al Turismo. Niente polemiche, ma «quando un matrimonio è finito c’è solo il divorzio».

Resta «l’esigenza di creare un collettivo che lavori insieme per rilanciare il Laceno attraverso una partnership pubblico-privata». Al centro l’idea di un aggregato di imprese che funga da pungolo continuo nei confronti della politica, la cui azione viene giudicata poco incisiva: «Ci sono tante aziende romane che hanno investito in zona attività ristorative e alberghiere. Con la punta di diamante rappresentata dall’entourage delle seggiovie».

E non solo. Necessario un cambio di rotta per consegnare nelle mani di forze fresche il futuro del turismo dell’altipiano. «Sul Laceno, per la sua posizione strategia tra Puglia e Campania, se si lavora bene e in sinergia, si può creare un Polo turistico di prim’ordine».

Un modo per sopperire a difficoltà che, come ammette Lara Di Capua, ristoratrice, «sono anche colpa della nostra incapacità a parlare la stessa lingua. Oggi però abbiamo capito che, stringi stringi, i problemi sono gli stessi. non si può più vivere alla giornata: bisogna collaborare».

Nigro, ancora, ritiene cha la nuova formula debba aiutare il Laceno a uscire dal pantano. Molte le zavorre: un piano urbanistico obsoleto, una mentalità non al passo coi tempi, una politica spesso poco attenta, il connubio problematico tra pastorizia e turismo. Non solo problemi però. Anche peculiarità: «Vantiamo un ottimo apparato viario, tante attività, la bellezza, investimenti su fogne e acquedotti. Abbiamo un grosso potenziale».

E proposte «come un ufficio comunale che includa tutte le realtà associative e guidato da un manager preparato». La mission principale «dare la possibilità alle nuove generazioni di traghettare il Laceno verso il futuro con un nuovo modo di essere».

A breve potrebbe esserci la formalizzazione e un convegno di presentazione ufficiale