Blog Post Cosa c’è dietro al prezzo dello skipass


Mar

17

2016

Cosa c’è dietro al prezzo dello skipass

http://www.sciaremag.it/turismo/pippo/

Prezzi troppo elevati o ingiustificati? Vediamo allora, assieme a Valeria Ghezzi (Anef), perché il listino pesa così tanto nelle tasche degli appassionati

Cosa c’è dietro il costo di uno skipass? Cosa si paga con lo skipass? Quante volte si sente dire che lo skipass costa tanto, troppo… ma poi leggiamo che molte società impianti fanno fatica a ripianare i debiti…E perché nessuno chiede di dormire gratis in albergo e invece tanti chiedono la gratuità dello skipass perché «tanto l’impianto gira lo stesso…» È vero, l’impianto gira comunque, ma proviamo a vedere quanto costa farlo girare! A parlare è Valeria Ghezzi, presidente Anef.

Mantenere moderna ed efficiente un’area sciabile è un impegno gravoso: ogni sciatore chiede ed apprezza impianti moderni, veloci e confortevoli, chiede piste aperte dopo poche ore di freddo, quindi impianti di innevamento in grado di innevare in poche ore con neve di ottima qualità, e di conseguenza le piste devono avere un fondo preparato per innevare con il minor «spreco» possibile, niente buche, sassi, dislivelli da riempire di neve. Il tutto inserito perfettamente in un ambiente che è solitamente di grande pregio ambientale e paesaggistico. Gli accorgimenti per costruire infrastrutture rispettando o addirittura valorizzando l’ambiente circostante sono anch’essi costosi!

Tutte queste infrastrutture hanno costi industriali di costruzione molto elevati, di decine di milioni di euro, il cui ammortamento deve avvenire mediamente in 4 mesi invernali per impianti e piste, in 1 mese e mezzo ca. per gli impianti di innevamento. Lo skipass paga la quota di ammortamento annuale di questi costi.

Poi ci sono i costi di gestione, 7 giorni su 7 e «round the clock»…: il personale di ogni impianto è definito per legge, l’impianto gira consumando energia, che sia carico o scarico, le manutenzioni sono legate a quanti giri l’impianto compie, non solo al carico. I gattisti escono ogni notte perché al mattino le piste siano tirate alla perfezione e i tempi di battitura dipendono dalle condizioni meteo oltre che dall’usura giornaliera. Ogni giorno posa e ritiro di tutti gli allestimenti di sicurezza (reti, materassi ecc.) comportano ore di lavoro prima dell’apertura e dopo la chiusura ed anche questo a prescindere dal numero di sciatori.

Anche la produzione neve avviene sulle 24 ore, sempre all’erta per freddo, vento, umidità, oltre a tutti i problemi tecnici che, come in tutte le macchine ed in tutti gli impianti, si possono verificare.

Questo spiega come i costi siano purtroppo in gran parte indipendenti dall’afflusso di sciatori. Si chiamano costi fissi e li sosteniamo nelle stagioni buone ed in quelle meno buone: l’impianto gira comunque… ma l’impianto costa comunque! L’incidenza del meteo rappresenta un fattore di rischio che purtroppo va assorbito dalle società impianti, e quindi dal costo dello skipass. A volte, come quest’anno, il suo peso è davvero gigantesco, con riflessi non solo sugli impiantisti ma su tutto l’indotto: dalla vendita di attrezzatura ed abbigliamento ad alberghi e ristoranti alle scuole di sci. A fronte di tutto ciò, cosa ci potrebbe permettere di contenere il costo di uno skipass? Certamente l’aumento del numero di sciatori! Lo sci è, come si dice, uno sport maturo. Il numero di sciatori è stabile, se non in leggero declino e tra i vari perché… c’è sicuramente il fatto che non si inizia più a sciare da bambini! Lo sport a scuola non viene valorizzato, la settimana bianca in Italia non esiste.

Gli altri paesi dell’arco alpino hanno proporzionalmente molti più sciatori dell’Italia, perché mai? In Germania e in Francia, non solo esistono le vacanze invernali, ma sono distribuite sulle settimane da gennaio a marzo in modo tale da non avere la nostra super-concentrazione di Carnevale… Su questo dobbiamo lavorare tutti insieme: iniziare a sciare da bambini o ragazzi, con i compagni di scuola e gli amici, è una carta vincente per valorizzare uno sport bello, che si pratica all’aria aperta e pulita. è altresì trasversale alle generazioni e negli ultimi anni con snowpark, freestyle, sci larghi… ha saputo rinnovarsi e sa divertire. Il tutto senza dimenticare che l’Italia ha i maestri di sci migliori del mondo! Più sciatori significa poter suddividere i costi infrastrutturali e fissi su più persone… perchèé la durata della stagione purtroppo è poco flessibile e mai come quest’anno!! Noi impiantisti stiamo cercando di investire e lavorare anche per la stagione estiva, ma la strada da fare è ancora lunga.

Un’altra possibilità importante per contenere i costi dello sci è rappresentata da un sostegno pubblico nella realizzazione delle infrastrutture e in particolare degli impianti di innevamento che garantiscono la stagione invernale a tutti gli operatori. Soluzione che oggi vede in alcune regioni il pubblico costruire impianti, piste e innevamento per poi gestirli direttamente o darli in gestione al privato. Perché questo intervento non sia distorsivo della concorrenza, occorrerebbe tuttavia che fosse realizzato secondo criteri e parametri omogenei per tutte le aree sciabili, mentre oggi c’è una grande diversità da territorio a territorio, regione, provincia autonoma e non sempre le soluzioni sono funzionali ed efficienti! Il positivo di questo tipo di sostegno è comunque anche nel fatto che, dove è stato realizzato, significa aver capito che gli impianti rappresentano un fattore di importanza vitale per l’economia dei territori di montagna in cui sorgono, per la loro vocazione turistica. E non dimentichiamo che nel Belpaese il turismo rappresenta l’11% del PIL ed ha un potenziale davvero importante.

PREZZO DEGLI SKIPASS GIORNALIERI A CONFRONTO A completamento dell’articolo, ecco i prezzi degli Skipass giornalieri e settimanali, di questo periodo di alcune località dei Paesi Europei

AUSTRIA SANKT ANTON Giornaliero: 51 euro – Settimanale 284 Euro KITZBÜHEL: Giornaliero: 51 Euro . Settimanale: 248 Euro (6 giorni) ALTENMARKT: Giornaliero 48 Euro – Settimanale: 268,50

SVIZZERA WENGEN: Giornaliero: 48 euro – Settimanale 291 Euro (6 giorni) SANKT MORITZ: Giornaliero: 67,73 Euro – Settimanale 370,93 Euro CRANS MONTANA: Giornaliero: 54,18 Euro – Settimanale: 270,94 Euro (6 giorni)

FRANCIA MORZINE-AVORIAZ : Giornaliero: 49,50. Settimanale: 279,50 CHAMONIX: giornaliero 60 Euro – Setitmanale: 326,50 VAL D’ISERE : Giornaliero: 54 Euro – Settimanale: 250 Ero (6 giorni)

GERMANIA GARMISCH: giornaliero: 41 Euro – Settimanale: 227 Euro FELDBERG:  Giornaliero: 31 Euro – Settimanale: 190 Euro (6 giorni) OBERSTDORF: Giornaliero: 31 Euro – Settimanale: 216 Euro (6 giorni)

SLOVENIA KRANJSKA GORA: Giornaliero: 27 Euro -Settimanale: 152 Euro MARIBOR: Giornaliero: 31 Euro -Settimanale: 178 Euro CERKNO: Giornaliero: 29 Euro -Settimanale: 130 Euro (6 giorni)

SPAGNA SIERRA NEVADA: Giornaliero 46 euro. Settimanale 276 Euro ANDORRA: Giornaliero: 46 Euro – Settimanale: 246,50 Euro (6 giorni)

POLONIA ZAKOPANE: Giornaliero: 20 Euro -Settimanale: 87 Euro BIALKA: Giornaliero: 23 Euro – Settimanale: 95 Euro (6 giorni)

BULGARIA BOROVETZ: Giornaliero: 28 Euro – Settimanale: 165 Euro BANSKO: Giornaliero: 58 Euro – Settimanale: 240 Euro

ITALIA MADONNA DI CAMPIGLIO: Giornaliero: 42 Euro – Settimanale: 220 Euro CERVINIA: Giornaliero: 42 Euro – Settimanale: 243 Euro CORTINA: Giornaliero: 50 Euro – Setitmanale: 272 Euro BORMIO: Giornaliero: 40 Euro – Settimanale: 226 Euro CANAZEI: Giornaliero: 46 Euro – Settimanale: 236 Euro (6 giorni) ALTA BADIA: Giornaliero: 49 Euro – Settimanale: 272 Euro COURMAYEUR: Giornaliero: 46 Euro – Settimanale: 234 Euro (6 giorni) FOLGARIA: Giornaliero: 36 Euro – Settimanale: 186 Euro (6 giorni) SESTRIERE: Giornaliero: 37 Euro – Settimanale: 196 (6 giorni)

STATI UNITI ASPEN: Gornaliero 128 Euro – Settinamale: 600 Euro (6 giorni) VAIL: Giornaliero: 150 Euro – Settimanale: 852 Euro (6 giorni) PARK CITY: Giornaliero: 111 Euro – Settimanale: 610 Euro (6 giorni) STRATTON MT.: Giornaliero: 81 Euro – 320 Euro (6 giorni)

© RIPRODUZIONE RISERVATA 29 gennaio 2016