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Gen

26

2016

Ciaspole: per iniziare col piede giusto

trekking.it
Come scegliere le ciaspole, qualche informazione
Qualche grado sottozero mantiene la neve nelle sue caratteristiche ottimali, quelle che gli yankees chiamano “powder” – polvere! Per contrasto, un sole “tiepido” di inizio inverno garantisce un piacevole tepore mentre “ciaspoliamo” al cospetto delle guglie del…

Monte Rajamagra

Lasciano stupefatti, ma solo in apparenza, gli ultimi dati sulla crescita di questa entusiasmante attività invernale che in poche stagioni ha sedotto un numero sempre maggiore di appassionati: si parla, oggi in Italia, di oltre 400.000 persone che, dopo aver calzato le racchette da neve, si avventurano nella natura invernale. Non un fenomeno limitato a qualche località alpina, ma una vera e propria “epidemia” che è dilagata anche tra valli e crinali dell’Appennino, grazie alle sue morfologie ideali per questo sport, e in molti casi le ciaspole sono state il motore per la rinascita turistica di tante piccole località finora tralasciate dai flussi vacanzieri invernali poiché non attrezzate per la pratica dello sci. Se pensiamo che gli utenti dello snowboard raggiungono a malapena le 300.000 unità, possiamo ben capire come il fenomeno ciaspole diventi una voce sempre più importante nell’economia delle aree valligiane.

  • I motivi del successo

Sono facilmente intuibili: innanzitutto non è richiesta alcuna capacità tecnica, basta saper… camminare; altro dettaglio importante il costo estremamente contenuto delle attrezzature, poiché, se partiamo dal presupposto che ogni escursionista sia già provvisto di zainocalzature da trekking impermeabili e strutturate, abbigliamento antivento e antipioggia, bastoncini (che io reputo indispensabili per qualsiasi escursione poiché oltre alla funzione di appoggio permettono di scaricare buona parte del peso dello zaino), l’unica spesa è quella per le ciaspole, appunto, che rimane tranquillamente sotto i 100 Euro per l’acquisto di un modello già performante.

  • Benessere nella natura

Monte Rajamagra

A prescindere dalle considerazioni sopra esposte, questa attività è vincente perché permette di penetrare, senza troppi preliminari e corsi tecnici, nell’anima più autentica della montagna invernale, lontano da caos, code e frenesie delle piste da sci, e rappresenta un autentico “viaggio iniziatico” dentro un ambiente affascinante e finora difficile da avvicinare, finalmente reso “docile” da questi entusiasmanti attrezzi, la cui memoria si perde nella notte dei tempi. Ovviamente con le dovute attenzioni e tutele, poiché non dobbiamo mai dimenticare che ci troviamo in un ambiente potenzialmente pericoloso; mai uscire dai sentieri facili e tracciati se non si possiede grande esperienza di montagna invernale e gli strumenti adatti: rilevatore ARTVA per le valanghe, pala e sonda!

  • Il prezzo giusto

Vorrei fare, innanzitutto, una premessa: un paio di racchette da neve non può costare 300 Euro e oltre. Perciò non spaventatevi, è una magnifica attività alla portata di chiunque! Tornando al prezzo, esistono sul mercato ciaspole, prevalentemente di origine nordamericana, realizzate con un telaio esterno in materiali compositi e la parte centrale

Monte-Rajamagra-ciaspole-laceno

“morbida”, spesso senza alzatacco e rampant. Valide, a prescindere dai costi stratosferici, sulle soffici e profonde nevi del Grande Nord, assolutamente inefficienti alle nostre latitudini. Le nevi nordamericane sono molto abbondanti e la quasi assenza di umidità le mantiene polverose molto a lungo; per questo motivo, le racchette canadesi (questo uno dei nomi delle “ciaspole”) devono avere una superficie molto ampia per poter sostenere il peso di una persona.

Inoltre la morfologia di quelle montagne si presenta con ampi spazi pianeggianti e il miglior modo per procedere è far “strisciare” l’attrezzo sul terreno, con una progressione molto simile a quella che si pratica nello sci da fondo. Sulle Alpi, invece, la neve si trasforma molto velocemente diventando umida e compatta, perciò la superficie della racchetta può essere più contenuta, e spesso per progredire bisogna sollevare il piede con un movimento simile alla camminata, per evitare di “sfondare” la neve aumentando la fatica della progressione. Inoltre i pendii alpini sono quasi sempre ripidi ed è necessaria una buona tenuta degli attrezzi in tutte le direzioni.

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