Blog Post ADDIO ALLA “VITA TECNICA” PER GLI IMPIANTI DI RISALITA


Nov

12

2014

ADDIO ALLA “VITA TECNICA” PER GLI IMPIANTI DI RISALITA

Dove sciare 09-11-2014

Funivie, cabinovie, seggiovie e ski-lift, in generale gli impianti a fune in Italia non avranno più una scadenza di vita tecnica. E’ un emendamento contenuto nel decreto “Sblocca Italia” a cancellare i limiti massimi oltre ai quale un impianto non poteva più essere rimodernato ma andava necessariamente sostituito. Tale limite variava tra i 30 e i 60 anni e risaliva a quanto stabilito da una normativa italiana di 30 anni fa (D.M. del 2 gennaio 1985). Già nel 2003 l’Italia aveva recepito la Direttiva europea che stabiliva i requisiti di sicurezza per gli impianti a fune destinati al trasporto di persone; gli impianti costruiti dopo il 2003 erano quindi già di fatto “salvi” dal concetto di fine vita tecnica.

“La normativa UE non prevede il concetto di vita tecnica, che non esiste, infatti, negli altri Paesi europei – ha spiegato Alberto Cirio, europarlamentare PPE – In pratica l’Italia ha mantenuto un vincolo introdotto quasi 30 anni fa, aggiungendo per il nostro Paese un ulteriore obbligo a quelli richiesti dall’Europa. Nelle scorse settimane avevo sollevato la questione a Bruxelles, perché questa aggiunta non solo non aumentava il livello di sicurezza, ma penalizzava la competitività delle nostre imprese e del sistema turistico che ruota attorno agli impianti a fune, creando una concorrenza sleale a danno del nostro Paese. Adesso, finalmente, le stazioni sciistiche italiane potranno concorrere alla pari con quelle svizzere, austriache e francesi: abbiamo eliminato un ostacolo che rischiava di far morire l’intero sistema della montagna”.

In soldoni: le regole per la sicurezza in Italia erano più restrittive – inutilmente a quanto pare – oberando di costi aggiuntivi i nostri impiantisti, molti dei quali già in profonda crisi. Pensiamo alle micro località sciistiche con un paio di ski-lift e della differenza che ci può essere tra fare manutenzione e cambiare in toto un impianto. Proprio la fine di vita tecnica degli impianti e la necessità di acquistare ex novo, in questi anni, ha costituito infatti il “colpo di grazia” per alcune piccole stazioni alpine e appenniniche.

“La modifica di legge introdotta nei giorni scorsi è una vittoria importante che contribuisce ad alleviare le difficoltà in cui si trovano a lavorare gli operatori del mondo dello sci – ha spiegato il viceministo alla giustizia Enrico Costa del Ncd – Ora sarà essenziale confrontarsi con gli operatori nella fase attuativa della norma di legge, che dovrà contenere indicazioni chiare e puntuali, che garantiscano la sicurezza ma evitino aggravi burocratici sulle imprese”