LACENO D’ORO

Laceno d’oro

Dalle origini

Tutti noi conosciamo i noti festival del cinema come quello di Cannes, quello di Venezia… pochi conoscono il festival del cinema neorealistico fondato nel 1959, da Camillo Marino e Giacomo D’Onofrio, indovinate dove? Ma certo! A Laceno! La località montana irpina fu da subito protagonista della rassegna, poi festival, già dal nome: “Laceno d’Oro”. Poi ne fu per anni la più suggestiva scenografia. Incredibile pensare che fu proprio Pier Paolo Pasolini a suggerire il verde altopiano Lacenese come location, in quanto quel paesaggio boschivo e incontaminato gli ricordava la cultura contadina e i paesaggi friuliani, luoghi della sua infanzia. Nella prima edizione Pier Paolo Pasolini, membro della giuria, ritira il premio vinto da Michelangelo Antonioni con Il grido e da allora sarà presente a tutte le prime edizioni. Negli anni successivi il premio del miglior regista venne conferito in ordine a: 1960 Leopoldo Trieste; 1961 Gillo Pontecorvo per Kapò; 1962 Alfredo Giannetti per Giorno per giorno disperatamente; 1963 Nanni Loy per Le quattro giornate di Napoli; 1964 Mario Monicelli per I compagni; 1965 Carlo Lizzani per Il processo di Verona.

Nel 1966 il festival perde la suggestiva location del Laceno, che da lì a pochi anni sarebbe diventata la più grande stazione sciistica del mezzogiorno grazie all’Ing. Franco Giannoni, ma questa è un’altra storia.

Intanto il festival “Girovaga” per altrettanto suggestive località della provincia Irpina, e ovviamente per il capoluogo.

Negli anni successivi si susseguono come vincitori di migliore regista Massimo Antonelli, Predrag Golubovic, Alberto Lattuada, Carlo Lizzani, Aldo Florio, Silvano Agosti e Luigi Faccini. Tra gli attori per le varie categorie ricordiamo anche i successi di: Lando Buzzanca, Mara Venier, Barbara De Rossi, Luca Barbareschi e Michele Placido. Tra i vari presidenti della giuria che si sono avvicendati negli anni, oltre a Marino, Domenico Rea, Carlo Lizzani, Tinto Brass, Cesare Zavattini.

L’ultima edizione “storica” del Festival si tiene nel 1988 ad Avellino.

Nel 2001, dopo due anni dalla scomparsa del fondatore Camillo Marino, viene istituito il “Premio Camillo Marino – Laceno d’oro”. Questo premio, in accordo con gli eredi dei fondatori, nel 2007 rappresenterà le fondamenta del rinato Laceno d’Oro. Accanto al Premio Camillo Marino assegnato alla carriera, dal 2008 viene attribuito anche il Premio Giacomo d’Onofrio al migliore artista emergente. Notevoli gli autori che dal 2001 ad oggi hanno ricevuto il Premio: Ettore Scola, Gillo Pontecorvo, Aurelio Grimaldi, Antonietta De Lillo, Vincenzo Marra, Ken Loach, Ken Loach, i fratelli Jean-Pierre e Luc Dardenne, Marco Bellocchio, Laurent Cantet, Paolo e Vittorio Taviani, Olivier Assayas, Zhang-Ke Jia , nel corso di entusiasmanti serate, durante le quali si è assistito ai capolavori dei registi premiati.




Il Festival oggi

Oltre cinquanta proiezioni, otto performance audio/video, sette mostre e due workshop.

Più di venti incontri con attori, registi e produttori e ancora concerti, dibattiti, omaggi. Un candidato all’Oscar 2015 per il miglior film d’animazione, un Orso d’Oro al Festival di Berlino 2015, un vincitore de la Semaine de la Critique del Festival di Cannes 2015, una pellicola pluripremiata alla quarantesima edizione dei César, due pellicole appena presentate alla 72° edizione della mostra del cinema di Venezia.

Sono questi alcuni dei numeri dell’edizione 2015 del Laceno d’Oro, che per la sua 40esima edizione presenta un’offerta tra le più ricche del panorama nazionale. Anche quest’anno un cartellone ampio e importante, che testimonia al meglio la vasta proposta di cinema autoriale, sociale, indipendente e di ricerca fatta dal festival irpino dal 1959 ad oggi.

La quarantesima edizione coincide con il quarantesimo anniversario della tragica morte di Pier Paolo Pasolini. Ѐ una coincidenza profondamente significativa. Con P. P. Pasolini, infatti, il Laceno d’oro cominciò nel 1959 e alla sua lezione di intellettuale militante il festival resta fedele, proponendo una cinematografia che innanzitutto rifletta e faccia riflettere.

Non a caso il Premio alla carriera è andato quest’anno ad Abel Ferrara, il regista del discusso “Pasolini”, che è stato protagonista dell’anteprima del Laceno d’oro.

Tra le novità di quest’anno, la scelta – applaudita e addirittura incitata dallo stesso Ferrara – di toccare nove comuni della provincia di Avellino, in un percorso che unisce in un legame sinestetico, immagine e suono, terre d’Irpinia e cinema, sempre in continuità con l’enorme lavoro delle passate edizioni, sempre rispettando la necessità di attualizzarsi insita nel lascito degli storici fondatori.

È così che il Laceno d’Oro continua a crescere, oggi come ieri, visione dopo visione, facendo interagire arte figurativa, musica e linguaggi digitali, convinti come siamo che efficace antidoto al pensiero unico ed alla omologazione culturale – che proprio Pasolini antevide con grande lucidità – sia un cinema che rifletta e faccia riflettere sulle grandi contraddizioni della società contemporanea.

fonti: wikipedia.org, lacenodoro.it