Blog Post I pionieri dello sci in Irpinia: Montevergine

I pionieri dello sci in Irpinia: Montevergine
Ott

7

2017

I pionieri dello sci in Irpinia: Montevergine

Lo sci è sempre stato nel cuore degli Irpini. Non si è sciato solo a Laceno, al Terminio ed anche in alta Irpinia, ma prima di tutto a Montevergine. Sulla montagna di Mamma Schiavona (le cui vette M. Cupitelle, M. Tavola e M. Trocchio sono alte rispettivamente 1572, 1500 e 1450 m) la pratica dello sci risale ai primi anni ’30, nata con la realizzazione del rifugio detto “sciopoli” a q. 1372 in località Campo Maggiore, inaugurato nel 1932. Il 27 gennaio 1933 sulle nevi del monte di Mamma Schiavona c’è uno sciatore d’eccezione: il principe Umberto di Savoia. Nel corso della giornata sciistica il principe ebbe a “battipista” un giovane avellinese che con “legni e bastoncini” ci sapeva fare. Costui era Ernesto Amatucci.

Amatucci, divenuto nel 1946 presidente dell’ E.P.T.,  sarà poi uno degli artefici della storia “moderna” dello sci irpino: gli impianti di Laceno e del Terminio, anche se non ebbe modo di vederli a pieno regine a causa della sua prematura scomparsa nel 1974. Tornando indietro a Montevergine, l’apice delle attività, promosse dall’allora Sci-club-irpino di Avellino, si ebbe tra gli anni ’40 e ’50 con molteplici gare e raduni nei pressi della pista sita in località Campo Maggiore, ancora oggi distinguibile nel bosco.  Ma la notte tra il 3 e il 4 luglio del 1956 la storia si interruppe drasticamente: un incendio doloso distrusse il rifugio di Campo Maggiore. Fu così non più possibile dar luogo a qualsiasi manifestazione, per sopravvenute esigenze di carattere prettamente militare. L’ultima che si tenne a livello nazionale vi aveva fatto capo l’11 marzo 1956, dopo le abbondanti nevicate di quello straordinario inverno.  Lo sci a Montevergine è, in un certo senso, continuato fino agli anni ’70-’80 quando, oltre ai sempre meno appassionati sci-alpinisti, si aggiungevano anche alcuni militari della base NATO e qualche frate del Santuario, che così impegnava le giornate più nevose dell’anno.

Non ci risulta che fossero mai stati costruiti impianti di risalita al servizio della sciopoli, e ,oggi come allora, per poter sciare di nuovo dovremo tornare ai cari vecchi mezzi usati dai nostri antenati oltre 80 anni fa per risalire: i piedi…

Tratto da "Quando Umberto di Savoia salì a Montevergine, Avellino, 27 gennaio 1933." 
www.agendaonline.it

Foto dall'archivio www.avellinesi.it  a cura di Franco Festa e Pino Bartoli