Blog Post Laceno nei ricordi dei militari della base NATO di Montevergine

Laceno nei ricordi dei militari della base NATO di Montevergine
Feb

7

2021

Laceno nei ricordi dei militari della base NATO di Montevergine

Nelle grigie giornate di questo strano ed altalenante inverno, ormai il quarto senza sci, può capitare a tutti di essere avvolti da una certa nostalgia per un luogo del cuore. Noi questa volta siamo rimasti sorpresi di fronte alle belle parole ed i racconti degli anni d’oro della “nostra” località raccolte in un post del gruppo “Montevergine Alumni“, dove intervengono molti ex-militari statunitensi della base di Montevergine. Si, perchè proprio a Montevergine, la cima sacra per gli avellinesi che nelle giornate terse è ben distinguibile anche dal Rajamagra, stazionarono per oltre un trentennio presso la base Nato, adibita a telecomunicazioni, lì costruita.
Ne riportiamo di seguito qualche stralcio, tradotto per i nostri lettori, per tenere vivo il ricordo di tempi che oggi non ci sono più, attraverso parole che testimoniano ancora una volta le grandi potenzialità di un luogo unico, invidiato ed ammirato persino oltreoceano.
Glen S. Smith “Sono stato di stanza sul Monte Vergine dal 12/1981 al 4/1984. Ricordo di essere stato entusiasta di apprendere che c’era un comprensorio sciistico locale a circa 30 miglia da Mercogliano, sul Lago Laceno. Quanti di voi sono andati a sciare al Lago Laceno? Il primo pranzo che ho avuto è stato con Andre Bell, Herme Real e pochi altri. Era il coniglio alla cacciatora ed era fantastico. (…) Andavamo il più spesso possibile e i miei primi 20 viaggi o giù di lì sono stati con alcuni di voi. (…) Nei miei giorni liberi, quando non avevo pianificato con nessuno o i miei compagni di sci stavano lavorando, finivo per andare da solo e molte volte, finivo per sciare con le 2 figlie del proprietario Stephanella e Rochella (non ricordo precisamente il nome). Erano sciatrici fantastiche, entrambe bellissime, e potevano sciare in qualsiasi condizione. Avevamo sciato tutti nella nostra adolescenza, io nello stato di New York in un piccolo comprensorio sciistico con una seggiovia e loro al Lago Laceno. Zone molto simili. Ricordo quei tempi con tanto affetto. Potrei averlo menzionato in precedenza: avevo un amico di Avellino (…) Eravamo gli unici 2 sulla montagna una mattina perché la neve era pesante e alle 9 del mattino, fummo completamente ricoperti con una bellissima coltre bianca. Indossavo il mio parka invernale verde dell’Air Force con il cappuccio chiuso quasi completamente perché la neve era accecante e la mia giacca invernale normale non avrebbe fornito alcuna protezione dagli elementi. La mattinata di sci è stata così serena e bella e la neve aveva la grande capacità di smorzare i rumori e isolarti da qualsiasi rumore esterno diverso dalla seggiovia. (…) a mezzogiorno, eravamo entrambi esausti e abbiamo deciso di andare al bar in cima alla montagna per un drink prima di partire. È stato lì che sono diventato una “vittima di Strega”. (…) Non ricordo nient’altro di quel giorno se non forse lo stiramento di un legamento del ginocchio durante l’ultima discesa verso le nostre auto. Scio ancora quando si presenta l’opportunità (principalmente in Colorado) (…) Mi piaceva sciare a Laceno e nelle Dolomiti ed è sicuramente nella mia lista dei desideri tornare
Sarah Wells La pista per principianti era lunga circa 8 miglia. Si dovevano prendere diversi impianti per arrivare in cima. Montevergine, in fondo a destra della vista (dalla vetta, ndr) c’era il nostro posto di lavoro. Eravamo alti un miglio. La strada è lunga 16 miglia per salire sulla montagna.
Soemo Germano Biasetti Ora, il comprensorio sciistico è chiuso dal 2018… 
Glen S. Smith Che sfortuna. Si spera che le finanze necessarie siano state accantonate per la ricostruzione degli impianti e la manutenzione delle infrastrutture. Ricordo di aver sciato la mattina e di essere andato in spiaggia ad Agropoli il pomeriggio. Non puoi farlo in molti posti nel mondo!
Giulio Bruno Ciao Glen, grazie per aver condiviso questi bei ricordi, abbastanza simili ai miei: stessi anni, stesse persone, stessi luoghi, stessa atmosfera. È bello vedere che voi ragazzi avete apprezzato il nostro posto e mostrate ancora affetto per esso. Grazie
Glen S. Smith grazie! Quelli di noi che si sono immersi nella cultura italiana hanno beneficiato enormemente della tua amicizia, ospitalità, calore, cibo, grappa e vino! Lo rifarei di nuovo!