Convento San Francesco a Folloni

Il convento di San Francesco a Folloni dei Frati Minori Conventuali deve il suo nome al “bosco Folloni” dove si insediò la prima comunità francescana nel 1222. Folloni deriva dal latina fullones (lavandai) perché nel periodo romano il luogo ospitava le folloniche dei tintori e dei lavandai.

Convento di San Francesco a FolloniLa fondazione del convento si fa risalire a San Francesco che, pellegrino al monte Gargano in Puglia,volle fermarsi nel bosco Folloni, allora infestato di briganti. La tradizione racconta che in una notte di neve dell’inverno del 1222 egli vi trovò rifugio, con alcuni confratelli, fino al mattino seguente, quando l’alba permise di scoprire che mentre tutt’intorno il biancore dominava, gli immediati dintorni del leccio dove il santo e i due frati si erano rifugiati non erano stati coperti dal manto nevoso. Attirati dal prodigio gli abitanti di Montella pregarono Francesco di trattenersi ancora ma il santo, nonostante le insistenze, decise di partire, lasciando però i due confratelli ad avviare la costruzione di una chiesetta dedicata alla Vergine Maria insieme ad un luogo dove poter abitare. La chiesetta fu demolita durante la costruzione della chiesa settecentesca e gli scavi eseguiti negli anni ’80 l’hanno riportata alla luce.

Le prime abitazioni di fortuna vennero man mano sostituite nel tempo da opere in muratura, sempre più ampie e rispondenti a nuove esigenze, grazie soprattutto ai privilegi concessi da diversi sovrani del regno di Napoli e ai benefici dei feudatari e dagli abitanti del luogo che generosamente offrirono ai frati consistenti legati in cambio di suffragi o per la sepoltura nella loro chiesa.

Tra i tanti benefattori del convento si ricordano Bartolomeo di Capua, Filippo II e la regina Giovanna I, Alfonso I e suo figlio Ferdinando I, Diego Cavaniglia e sua moglie Margherita Orsini. Le attività dei frati si sono concentrate in prevalenza nella predicazione e nella cultura. Il convento infatti ben presto ha ospitato una scuola sia per lo studio di materie umanistiche che della teologia, aperta anche ai laici; tra gli studenti si ricordano l’umanista Innocenzo Lucio di Montella e il servo di Dio Notar Vincenzo Ronca di Lioni.

Convento di San Francesco a FolloniLe soppressioni del decennio francese (1806-1816) e quella seguita all’unità d’Italia nel 1866 hanno provocato l’abbandono forzato del convento da parte dei frati che vi sono tornati nel 1933. Durante le due soppressioni il convento fu depredato di opere d’arte, di documenti d’archivio e di libri. I frati vi ritornarono nel novembre del 1933. Fu riaperto e restaurato grazie all’interessamento dei cittadini di Montella e anche grazie al contributo di Umberto di Savoia, principe di Piemonte; egli amava questo luogo e soggiornò a più riprese in convento tra il 1934 e il 1936 in un appartamento che gli fu riservato.




In seguito al terremoto del 1980 che sconvolse l’Irpinia, pesanti interventi di restauro interessarono il convento che ospitò, come un forziere,le opere d’arte recuperate dalle chiese disastrate del territorio. Vi fu annesso anche un laboratorio di restauro e un museo. Attualmente gran parte di esse sono tornate nei luoghi di provenienza ma si possono ancora ammirare le pregevoli tavole di Marco Pino da Siena, di Teodoro d’Errik, di Leonardo da Pistoia provenienti da Bagnoli Irpino e alcune opere del convento.

Il Museo

935952_124551054381935_1076361911_nDall’immediato post-terremoto del 1980, l’area della fabbrica che gravita intorno al refettorio del complesso conventuale di San Francesco a Folloni è uno spazio museale, in origine anche dotato di laboratori di restauro, gestito dalla ex Soprintendenza per i B.A.P.P.S.A.E. di Salerno e Avellino, mentre parte della zona conventuale ospita un “Museo dell’Opera” gestito dalla comunità francescana; tutta la superficie musealizzata è attualmente oggetto di una ridefinizione adeguata alle mutate esigenze ed un allineamento a standard più attuali. L’assenza di una visione museale coerente e avanzata era, infatti, resa evidente dalla parcellizzazione con cui il patrimonio veniva offerto all’attenzione dei visitatori: gli spazi gestiti dalla Soprintendenza accoglievano quanto restava delle opere ricoverate nell’immediato post-terremoto del 1980, quando il convento si pose come importante centro operativo per la raccolta ed il restauro delle opere artistiche del cratere, dando forma ad una ‘pragmatica’ concezione di museo, che ha fatto a lungo scuola, inteso come luogo di studio, valorizzazione e salvaguardia di espressioni artistiche direttamente connesse al loro ambiente.  Di diversa origine è il “Museo dell’Opera” posizionato nel cuore del monastero che trae  la sua origine dal  ritrovamento delle spoglie di Diego Cavaniglia. 1383576_125027737667600_1900982908_nDelle due realtà, di fatto, è il Museo dell’Opera a vantare quello che per un museo è il requisito di base: una collezione, ed è questo aspetto che le operazioni in corso intendono puntualizzare, attraverso una serie di azioni interconnesse e correlate.

Orari e Contatti

Il museo è aperto tutti i giorni dal lunedì al venerdì, ore 9.00 – 19.00. L’ingresso è gratuito.

Per contatti:
Museo di S.Francesco a Folloni
Via S.Francesco, loc. Folloni di Montella
Tel. 0827.69221

Galleria fotografica: CONVENTO SAN
FRANCESCO A FOLLONI

Via S.Francesco, località Folloni di Montella (AV) 83043