Il Santuario di San Gerardo Maiella

La storia del Santuario dal 1200 ad oggi.

Le notizie più antiche sull’esistenza del Santuario, risalgono all’anno 1200, quando tra i beni amministrati dall’arcidiocesi di Conza, risulta esservi la chiesa sotto il titolo di Sancta Maria de Silere (Santa Maria del Sele). Sono due le leggende che circolano tutt’ora  confondendosi, a volte, sull’origine della Mater Domini: la prima, vuole che essa sia stata ritrovata da alcuni pastori nel bosco; la seconda, afferma che essa sia apparsa (denominandosi la Mater Domini) su un sambuco ad alcuni contadini, ai quali chiese ed ottenne che lì vi costruissero una cappella in suo onore.

58924974Dal 1500, la piccola chiesa di S. Maria Mater Domini sita in Caposele, è meta di numerosi pellegrini dei paesi della Valle del Sele e dintorni. Adiacente alla chiesa con il tempo sono stati costruiti dei locali destinati ad ospitare i pellegrini. In ogni tempo, infatti, i santuari agglomerano attorno ad essi una serie di istituzioni e luoghi di ospitalità che segnalano una presenza cospicua e collettiva di fedeli.
Nel 1600, accanto alla chiesa, viene costruita la cisterna (noto come il “pozzo di san Gerardo” ed inglobata nei locali del nuovo Santuario edificato nel 1974) per raccogliere l’acqua piovana, che purificata con metodi casalinghi serviva per gli usi della chiesa, per dissetarsi e per l’adiacente cucina.

S. Gerardo andava spesso ad attingervi per le ampolline della Messa e per i vasi dei fiori posti davanti al SS. Sacramento e alla Madonna: ne prendeva per il refettorio e  più spesso , per i viandanti e i numerosi pellegrini alla Mater Domini, che d’ estate affacciandosi in portineria domandavano un bicchiere d’acqua. Il pozzo è ancora oggi visibile all’interno del Santuario, accanto alla sacrestia. Nel 1746 S. Alfonso Maria De Liguori, fondatore dei Missionari Redentoristi, fondò un monastero a Materdomini per prendersi cura del Santuario. La costruzione del Convento Redentorista fu progettata e diretta dal Regio Architetto Pietro Cimafonte. santuario_di_san_gerardoSan Gerardo fu assegnato qui nel giugno 1754 e vi morì il 16 ottobre 1755. La Basilica di San Gerardo è stata ricostruita e ampliata sul suo sito originario in diverse fasi. Dopo la Canonizzazione del 1904, il flusso di pellegrini crebbe al punto tale che l’ingrandimento del tempio in onore di S. Gerardo divenne l’urgenza principale. Il 16 ottobre 1913 iniziarono i lavori di ampliamento che terminarono il 31 agosto 1929 con la consacrazione della stessa ad opera dell’Arcivescovo di Napoli, Card. Alessio Ascalesi.
90536434Il 18 febbraio 1930, Papa Pio XI concedeva il titolo di Basilica minore. I documenti diocesani ci tramandarono che la facciata della Basilica era in stile neo-classico e costruita con pietra di Pescopagano con l’interno a croce latina. Aveva tre navate a doppio sistema di archi e la volta presentava stucchi carichi d’oro con pitture ornamentali. Le vetrate istoriate riproponevano episodi della vita del Santo. Tutta questa ricchezza di arte e di devozione venne distrutta dal terribile sisma del 23 novembre 1980. A distanza di 20 anni, il 30 aprile del 2000, nel corso del Grande Giubileo, veniva restituita al culto della Basilica.
Non più ricca di tanti fregi e affreschi è stata ricostruita sulla stessa pianta della precedente, risultando un po’ più allungata in quanto è stato inglobato il portico d’ingresso. Un’altra variazione è la collocazione della tomba del Santo che non si trova più nell’altare della navata destra, dove è rimasta la statua di S. Gerardo, ma al centro della chiesa dietro un bellissimo altorilievo in marmo, dove si intravede la nuova urna in cristallo, argento e madreperla, che contiene il corpo si San Gerardo.

Il visitatore moderno resterà rapito dalla bellezza dei luoghi, con le navate della moderna basilica che ospitano i restaurati altari di quella antica, interessati dal sisma dell’80, dalla visita all’urna del santo ai piedi del presbiterio maggiore, e ai lati della basilica, dalla ricostruzione della camera di san Gerardo.
Completa la visita, il museo gerardino, allestito nel santuario, accoglie manoscritti, opere e testimonianze della vita del santo redentorista.